AGGIORNAMENTO DEL 01 05 2022

Con la riunione del 01 maggio 2022, il direttivo del wolfpack, ha determinato le nuove regole in relazione alla pandemia per covid 19 in corso.

Con l’Ordinanza del Ministro della Salute del 28 aprile 2022, a partire dal 1° maggio 2022, viene disposto l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso, pertanto, per  tutte le attività poste in essere dal Wolfpack, corsi di sopravvivenza, corsi alpha, corsi medicine, corsi mantracking, corsi wild foragine, corsi moss, non sarà necessario indossare la mascherina in quanto tutte le operazioni vengono svolte all’aperto.

Come previsto dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, sempre a decorrere dal 1° maggio 2022, cessa l’obbligo di possesso di una delle Certificazioni Verdi COVID-19 per l’accesso del pubblico agli eventi e alle competizioni sportive, per l’accesso a piscine, centri natatori, palestre, sporti di squadra e di contatto, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, per le attività che si svolgono al chiuso e per l’accesso agli spazi adibiti a spogliatoi e docce.

Pertanto, per  tutte le attività poste in essere dal Wolfpack, corsi di sopravvivenza, corsi alpha, corsi medicine, corsi mantracking, corsi wild foragine, corsi moss, non sarà richiesta la certificazione verde per l’accesso ai corsi.

Tuttavia, il dipartimento dello sport, con proprio avviso suggerisce l’adozione delle seguenti misure precauzionali:

Distanziamento
Evitare il sovraffollamento, anche attraverso l’utilizzo di sistemi di prenotazione, specialmente all’interno di luoghi chiusi, mantenendo un distanziamento adeguato in riferimento alla tipologia di attività svolta.

Igiene delle mani
Messa a disposizione, all’ingresso e in più punti dei locali, di soluzioni per le mani, al fine di favorirne l’igienizzazione frequente da parte degli utenti.

Igiene delle superfici
Frequente igienizzazione di tutti gli ambienti, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza.

AGGIORNATMENTO 10 GENNAIO 2022

Emergenza sanitaria covid – 19
Protocollo dell’ASD WOLFPACK affiliato al comitato sportivo Opes del quale ne segue le linee guida relative al periodo emergenziale in corso (previsto dalla normativa nazionale in termini di sicurezza sul luogo di lavoro e per attività sportive).

IL PROTOCOLLO E’ IN VIGORE PER TUTTE LE ATTIVITA’ SVOLTE DAL WOLFPACK: CORSI DI SOPRAVVIVENZA, CORSI ALPHA, CORSI MEDICINE, CORSI WILD FORAGINE, CORSI TRACKING. TALE PROTOCOLLO, PREVISTO DALLA NORMATIVA NAZIONALE,  OBBLIGATORIO PER TUTTE LE ATTIVITA’ RICONOSCIUTE E IN REGOLA CON LE DISCIPLINE PREVISTE DAL CONI.

Premesso:
-visto lo stato di emergenza sanitaria ancora vigente sul territorio nazionale, relativo al rischio di contagio per il Coronavirus;
– viste le raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute di igiene contro il Coronavirus, le cui disposizioni qui si intendono richiamate;
– viste le Linee guida emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport, in data 03.05.2020, Prot. 3180 per lo svolgimento degli allenamenti degli atleti professioni e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale negli sport individuali;
– viste le “linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere” redatte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport e aggiornate al 3 dicembre 2021;
– viste le “Linee guida per l’organizzazione degli eventi e competizioni sportive” redatte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Sport e aggiornate al 3 gennaio 2022;
– visti i Decreti-legge del 13.03.2021 n. 30, del 22.04.2021 n. 52, del 18.05.2021 n. 65, del 23.07.2021 n. 105, del 21.09.2021 n. 127, del 8.10.2021 n. 139, del 19.11.2021 n. 165, del
Decreto Legge del 26 novembre 2021 n. 172, del 03.12.2021 n. 205, del 24.12.2021 n. 221 Decreto Legge del 30 dicembre 2021 n. 229;

Considerato:
che in virtù della normativa vigente l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite (con l’esclusione della zona rossa) nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI);

emana
il presente documento per fornire ai dirigenti e tecnici, soci e praticanti le attività sportive, uno strumento di supporto nella gestione delle principali criticità relative l’emergenza sanitaria dovuta all’agente virale COVID-19 (SARS-COV 2), riguardante gli aspetti e le norme da seguire durante le attività motorie dilettantistiche e di base, redato ai sensi del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52 e successive modificazioni e aggiornate, da ultimo , al decreto legge 24 dicembre 2021, n. 221, al decreto legge 30 dicembre 2021, n. 229 e al decreto legge 7 gennaio 2022, n. 1.

1. COVID-19 e prevenzione del rischio di trasmissione

Il Covid-19 (SARS-CoV-2) è un agente virale facente parte della famiglia dei Coronavirus, ad oggi particolarmente conosciuta per altre epidemie causate nell’ultimo ventennio (SARS e MERS).
Questa tipologia di virus ha quale caratteristica principale la capacità di causare malattie da lievi a gravi che colpiscono soprattutto l’apparato respiratorio.
Vista la forte contagiosità del Covid-19, per un settore come quello sportivo è assolutamente necessario prendere consapevolezza delle modalità di trasmissione, dei sintomi e dei criteri di valutazione del rischio di contagio, tutto ciò nell’ottica di prevenire la diffusione dell’agente virale.

2. La trasmissione del Covid-19

La diffusione del virus avviene principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro (droplets) espulse dalle persone infette ad esempio tramite:
– Saliva: tossendo, starnutendo o anche solo parlando; contatti diretti personali;
– Mani: ad esempio toccando con le mani contaminate bocca, naso o occhi
In rari casi il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.
I cd. “droplets” normalmente riescono a percorrere uno spazio non superiore al metro, prima di cadere a terra, questa è la ragione per cui un distanziamento di un metro è considerato di solito sufficiente a prevenire la trasmissione.
Sulla distanza necessaria ad evitare il contagio incidono tuttavia i fattori ambientali (ad esempio lo spostamento d’aria causato dall’atleta e/o il posizionamento in scia, possono facilitare la contaminazione da droplet su distanze maggiori rispetto alla misura canonica di distanziamento sociale). Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche. La via di trasmissione più frequente è quella respiratoria.

3. I criteri di valutazione del rischio di contagio

– Individuazione dei meccanismi di trasmissione del virus, tenendo come riferimento la letteratura scientifica. In tal senso si identifica, quale dato di input della valutazione, che la trasmissione avviene sia per via aerea che per contatto;
– Individuazione delle fonti di possibile contagio all’interno dei siti sportivi tenendo come riferimento l’organizzazione dei luoghi, delle attività lavorative, di pratica dell’attività sportiva nonché di assistenza ai fini della predetta attività da parte di accompagnatori;
– Individuazione qualitativa della probabilità di trasmissione a seguito dei contatti tra gli operatori sportivi.

Valutati i rischi indicati, tutti gli operatori, soci, dirigenti, semplici tesserati che utilizzeranno i servizi dell’asd wolfpack sono tenuti al rispetto della regola del distanziamento, lavaggio delle mani, non condivisione delle attrezzature.
Durante l’attività motoria tutti sono tenuti alla distanza di mt 2 senza l’uso di mascherine; in caso , al fine di una corretta formazione da parte degli operatori nei confronti dei soci più giovani, qualora si dovesse presentare la necessità di diminuire la distanza, è fatto obbligo di indossare la mascherina. È fatto obbligo di indossare guanti da lavoro o altro tipo di guanto ritenuto valido al fine di evitare qualsiasi tipo di trasmissione. In caso contrario è fatto obbligo di lavarsi le mani con acqua e sapone o igienizzarle mediante utilizzo di gel che abbia una soluzione alcolica superiore al 60%. Le attrezzature non possono essere condivise, ovvero possono essere condivise qualora venga effettuata l’igienizzazione prima del passaggio tra diversi persone.

Gli ambienti in cui si tiene l’attività sportiva

L’attività sportiva comporta quasi implicitamente socialità e condivisione di una passione, ma anche di spazi e attrezzatura. Al fine di individuare le potenziali criticità, e con riferimento alla presenza di personale, si distinguerà una classificazione dei luoghi per:
– Transito/sosta breve;
– Sosta prolungata/potenziali assembramenti.

L’asd wolfpack pratica l’attività motoria all’aperto: montagna, bosco, centri abitati, spiagge, specchi acquei. In tutti questi casi la sosta breve o prolungata deve abbattere i potenziali assembramenti, ovvero è fatto obbligo di mantenere la distanza minima di mt 2, laddove non fosse possibile è obbligatoria la mascherina.
L’asd wolfpack è titolare di locale all’interno del quale è solo consentito il transito o la sosta breve al fine del ricovero delle attrezzature che saranno prematuramente igienizzate per il tempo strettamente necessario. In tale locale dovrà essere eseguita la sanificazione mediante detergenti alcolici almeno una volta al giorno qualora dovesse essere utilizzato. Lungo il percorso che tutti devono affrontare non è obbligatoria la mascherina qualora si è in movimento mantenendo comunque una distanza non inferiore al mt 2. Il campo che viene allestito per il pernotto dovrà avere le caratteristiche che consentano il distanziamento fra le persone che non siano familiari/parenti conviventi o solo conviventi. In considerazione dello spazio disponibile di tipo aperto senza confini non viene messo limite al numero degli utenti. Bensì il numero massimo consentito sarà pari a 49 persone. Per i corsi di gruppo la distanza deve risultare in ogni caso pari a 5 mq cadauno.
Qualora la formazione dovesse comprendere specchi acquei la distanza obbligatoria minima deve considerarsi di mq 12 per persona

4. Le condizioni per l’apertura e l’ammissione dell’utenza

L’asd wolfpack risulta conforme alle linee guida in quanto ha effettuato l’analisi della propria realtà e considera valide le linee guida derivanti dal comitato sportivo di appartenenza.

Ai fini della valutazione del numero di utenti da ammettere, si dovrà tenere conto che la distanza di sicurezza da garantire sarà la seguente (PER TUTTI I CORSI DI SOPRAVVIVENZA, CORSI ALPHA, CORSI MEDICINE, CORSI WILD FORAGINE, CORSI TRACKING)
– almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica (con mascherina indossata);
– almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa – senza mascherina).

È fatto obbligo dichiarare la propria condizione di salute mediante certificazione firmata per tutti gli operatori, soci, dirigenti, semplici tesserati che utilizzeranno i servizi dell’asd wolfpack:

 di non essere attualmente affetto da COVID-19 e di non essere stato sottoposto alla
misura della quarantena o altro provvedimento restrittivo analogo;
 di non presentare alcuno di questi sintomi: febbre superiore a 37,5°, mal di gola, rinorrea,
tosse difficolta respiratoria (dispnea) e sintomatologia simil influenzale/simil
COVID19/polmonite;
 di non aver avuto contatti stretti con persona affetta da COVID-19 nelle 48 ore precedenti
la comparsa dei sintomi;
 di attenersi alle misure generali di prevenzione e cautela imposte dalle Autorità
Competenti e/o dell’eventuale regolamento che dovesse essere adottato per l’evento;
 di osservare l’obbligo di distanziamento interpersonale e utilizzare i DPI secondo le
modalità prescritte.

L’utente che accederà al sito sportivo per qualunque motivo non legato al lavoro dovrà essere in possesso del Green Pass (di tipo base).

5. Igienizzazione e sanificazione

Per igienizzazione si intende la detersione con soluzione di acqua e detergente. Nel piano di pulizia occorre includere almeno:
– gli ambienti dedicati alla pratica sportiva;
– le aree comuni;
– le aree ristoro;
– i servizi igienici, gli spogliatoi e le docce;
– gli attrezzi e i macchinari sportivi, oltre alle postazioni di lavoro e allenamento ad uso promiscuo;
– le parti esposte dell’impianto di ventilazione (es. prese e griglie di ventilazione se facilmente raggiungibili).

La pulizia potrà essere operata con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e sapone, ipoclorito di sodio 0,1%, oppure con alcool etilico al 70-75% con successiva asciugatura, pulizia.
Rientra tra tali pratiche di igiene anche l’obbligo imposto al socio di igienizzare le mani in entrata e uscita dal sito sportivo, con soluzione idroalcolica messa a disposizione dalla struttura tramite dispenser posti in più punti.

6. La gestione dei lavoratori

Con il termine lavoratore il Dlgs. n. 81/2008 “Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” fa riferimento alla persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
L’asd wolfpack non ha lavoratori dipendenti subordinati, pertanto non è tenuta alla redazione del DUVRI.
Per l’accesso ai medesimi spazi del sito sportivo per motivi di lavoro, resta valido, fino al 14 febbraio 2022, quanto disposto dall’art. 9-septies del decreto-legge 22 aprile 2021, n.52 (convertito dalla legge 18 giugno 2021, n.87) introdotto con il decreto-legge 21 settembre 2021, n.127, che prevede che, a partire dal 15 ottobre 2021, per chiunque svolga una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui l’attività è svolta, di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. La disposizione si applica anche a tutti i soggetti che in tali luoghi svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni. Il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, introduce l’obbligo vaccinale per le persone che abbiano compiuto i 50 anni, e all’art. 1, integra il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, con l’art. 4-quinquies (Estensione dell’impiego dei certificati vaccinali e di guarigione sui luoghi di lavoro); pertanto, a partire dal 15 febbraio 2022 alle persone che abbiano compiuto 50 anni ricadenti nell’obbligo vaccinale che svolgano una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui l’attività è svolta, di essere in possesso ed esibire una delle certificazioni verdi COVID-19 di vaccinazione o di guarigione di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis) del decreto-legge n. 52 del 2021 (c. certificazione verde “rafforzata”).

7. La responsabilità

Uno dei profili di maggior interesse per Associazioni e Società è sicuramente quello relativo alle responsabilità derivanti dalle nuove misure di tutela contro le infezioni.
L’art. 1, comma 14, del Dl. 33/2020 stabilisce che Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.
L’inosservanza delle misure previste al fine del contenimento dell’epidemia può comportare le seguenti tipologie di responsabilità:
– Civile
– Penale
– Amministrativa

Ai fini dell’identificazione dei principali fatti oggetto di responsabilità, rilevano i comportamenti di:
– Datore di lavoro/gestore dell’impianto
– Utente/praticante l’attività sportiva

Ai fini dell’imputazione della responsabilità e della determinazione dell’eventuale entità della sanzione concorrono anche i seguenti elementi soggettivi:
– Dolo
– Colpa

8. Le responsabilità nei confronti degli utenti e dei lavoratori

I gestori dei siti sportivi sono responsabili nei confronti di collaboratori ed utenti per quanto concerne la corretta applicazione di protocolli, linee guida e disposizioni normative offerte dalle Istituzioni (vedi il paragrafo “Riferimenti legislativi”).
La semplice mancata osservanza di una delle norme sopra citate sarebbe già in astratto sufficiente a determinare in capo al datore di lavoro una responsabilità penale.
Le fattispecie cui il responsabile di una struttura sportiva può principalmente andare incontro sono:
– Reato di lesioni (art. 590 c.p.), salvo ipotesi di malattia lieve, guaribile in meno di 40 giorni, procedibile a querela;
– Omicidio colposo (art.589 c.p.), qualora al contagio sia seguita la morte.

Le ipotesi di riscontro della responsabilità si ampliano ed aggravano se a subire il danno (ad ammalarsi) è direttamente un lavoratore.
Ex art. 2087 c.c., in quanto titolare di una posizione di garanzia, il datore di lavoro risponde della mancata osservanza delle norme a tutela dell’integrità fisica dei prestatori di lavoro.
Al datore di lavoro non potrà essere imputata responsabilità qualora dimostri di aver adottato tutti i presidi indicati dalla legge o, per contro, sostenere che nei giorni prossimi all’ipotizzato contagio, il dipendente non abbia sempre e con rigore osservato le precauzioni imposte quali l’uso della mascherina o dei guanti.

 

AGGIORNAMENTO ALLE LINEE GUIDA EMANATE DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI -DIPARTIMENTO PER LO SPORT DEL 10 GENNAIO 2022.